martedì 20 gennaio 2009

Casalinga, lavoro riconosciuto?


Fare la casalinga, la mamma a tempo pieno, per molte donne è frustrante, soprattutto nell'epoca del lavoro manageriale, fuori casa, a contatto con pc, telefonino e traffico automobilistico.
La donna, giustamente, ha lottato per ottenere diritti a lei spettanti per il solo fatto di essere persona, prima ancora che femmina del genere umano. Tuttavia la famiglia per crescere ha bisogno di una guida, di un supporto che possa controllare al meglio l'andamento di vita dell'intero nucleo domestico.
Essere casalinghe dunque diventa un vero e proprio lavoro di responsabilità e di amore. Dove la donna riesce per natura a conciliare l'aspetto manageriale ( cura della casa, contabilità domestica) con quello morale, sentimentale ( ascolto dei figli, dialogo col partner, ecc.). Come si può vedere, lo status di casalinga non è affatto denigrante, anzi! Rispetto alla donna che lavora fuori casa, la casalinga ha il triplo di incombenze da svolgere, un mare di impegni che solo lei può gestire.
Tuttavia per essere casalinghe, in tempi difficili come questi, occorre che l'entrata economica sia sufficiente e considerevole per portare avanti le esigenze della casa e dei suo membri, cosa non facile oggi. Ecco perchè la casalinga, se da un lato è un aspetto della donna che oggi può trovare uno scarso seguito proprio perchè si cerca di lavorare fuori per portare qualcosa di più in casa, dall'altro, per la scarsità di offerta di lavoro a causa della crisi, sta divenendo un vero e proprio impiego riconosciuto a tutti i livelli. Ad incominciare dall'assicurazione obbligatoria da versare all'INAIL entro il 31gennaio di ogni anno di circa 13 €, fino alla possibilità, avanzata dalla S. Sede, di uno stipendio effettivo. Certo, rimane il fatto che la vita moderna ha stravolto molte nostre abitudini, ma è lo scotto che si paga per un sistema economico nato male e cresciuto peggio.

venerdì 16 gennaio 2009

Come andremo a finire?


Tutti i giorni, più o meno, le donne compiono un rito che ora più che mai si sta trasformando in un supplizio, ossia fare la spesa. Supermercati, ipermercati, centri commerciali sono un'attrattiva per chi desidera scegliere qualcosa di diverso da mettere in tavola, tuttavia i costi elevati di certi generi alimentari scoraggiano ogni massaia attenta al proprio borsellino.

A nulla valgono gli allettanti depliant dove campeggiano sconti e promozioni su vari tipi di alimenti...a conti fatti tutto questo risparmio non c'è, perchè i prodotti selezionati per la promozione sono quasi sempre quelli meno gettonati, che non fanno " audience" per una rilevazione concreta del vero risparmio, ma al contrario incitano ad acquistare altra merce ( quella che in effetti serve) e di quella raffigurata nel foglio del supermercato a mala pena si acquista uno o due elementi, arrivando così' a spendere di più.

Ci sono, è vero, tanti discount ma non tutti hanno ciò che occorre: a taluni manca il banco macelleria, altri l'ortofrutta, altri il pesce, per cui, alla fine, la massaia che deve fare la spesa ed ha i minuti contati, non può perdere tempo a girare per negozi e si ferma dove c'è tutto ciò che le occorre...e viene " mazzolata"!

Come andremo a finire di questo passo, con l'euro che ci tormenta? Francamente non lo so, so soltanto che mentre prima con 20 mila lire potevi fare una spesa consistente che comprendesse pure carne, frutta e verdura, oggi con 20 euro ti devi accontentare di qualche scatola di legumi, insalata, formaggio ( non di marca) un detersivo per i piatti o per il bucato, un litro di latte UHT e stop!

Nei frigoriferi di molti italiani non c'è più l'abbondanza di un tempo...persino nel mio c'è solo ciò che basta al giorno e siamo in due in famiglia! Chi ha figli e per di più piccoli sono dolori! Cerchiamo di renderci conto di come viviamo perchè il futuro non è dei migliori!