
Fare la casalinga, la mamma a tempo pieno, per molte donne è frustrante, soprattutto nell'epoca del lavoro manageriale, fuori casa, a contatto con pc, telefonino e traffico automobilistico.
La donna, giustamente, ha lottato per ottenere diritti a lei spettanti per il solo fatto di essere persona, prima ancora che femmina del genere umano. Tuttavia la famiglia per crescere ha bisogno di una guida, di un supporto che possa controllare al meglio l'andamento di vita dell'intero nucleo domestico.
Essere casalinghe dunque diventa un vero e proprio lavoro di responsabilità e di amore. Dove la donna riesce per natura a conciliare l'aspetto manageriale ( cura della casa, contabilità domestica) con quello morale, sentimentale ( ascolto dei figli, dialogo col partner, ecc.). Come si può vedere, lo status di casalinga non è affatto denigrante, anzi! Rispetto alla donna che lavora fuori casa, la casalinga ha il triplo di incombenze da svolgere, un mare di impegni che solo lei può gestire.
Tuttavia per essere casalinghe, in tempi difficili come questi, occorre che l'entrata economica sia sufficiente e considerevole per portare avanti le esigenze della casa e dei suo membri, cosa non facile oggi. Ecco perchè la casalinga, se da un lato è un aspetto della donna che oggi può trovare uno scarso seguito proprio perchè si cerca di lavorare fuori per portare qualcosa di più in casa, dall'altro, per la scarsità di offerta di lavoro a causa della crisi, sta divenendo un vero e proprio impiego riconosciuto a tutti i livelli. Ad incominciare dall'assicurazione obbligatoria da versare all'INAIL entro il 31gennaio di ogni anno di circa 13 €, fino alla possibilità, avanzata dalla S. Sede, di uno stipendio effettivo. Certo, rimane il fatto che la vita moderna ha stravolto molte nostre abitudini, ma è lo scotto che si paga per un sistema economico nato male e cresciuto peggio.


